⭕️ Corrente #134
Ci vediamo a Maggio (con un nuovo progetto)!
Buongiorno!
Ti scrivo da Napoli, ultima tappa di un lungo susseguirsi di lezioni ed eventi. Da domani però mi prendo qualche settimana di pausa da lezioni, talk, Newsletter e Prompt Design (le classi riprenderanno il 12 Maggio) per lavorare insieme a Federico Favot e Mario Petruccelli a un nuovo progetto che non vediamo l'ora di lanciare!
Di cosa si tratta? Una piattaforma di micro-learning pensata per aiutarti ad acquisire le skill che servono oggi (e domani).
Per questo progetto stiamo cercando beta tester: chi verrà selezionato potrà provare la piattaforma in anteprima e riceverà 6 mesi di utilizzo gratuito.
👉 Se ti interessa, ecco il form per candidarti (grazie):
https://forms.gle/GvbJe9VRDs4fNZA17
Ci vediamo a Maggio!
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi iscriverti al mio corso "Prompt, Chi Parla?", usa il codice N30 per avere il 30% di sconto.
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io e li puoi leggere su Linkedin, anche se non hai un account Linkedin, basta che clicchi sulla X in alto a destra del pop-up.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ In una recente comunicazione interna, il CEO di Shopify, Tobi Lütke, ha scritto che: «Prima di chiedere nuove assunzioni o risorse, i team devono dimostrare perché l’AI non può fare quel lavoro.» Tradotto: per assumere una persona, devi prima spiegare perché non basta ChatGPT o un altro strumento AI per fare quella mansione. E qui si apre un tema enorme per chi sta entrando oggi nel mondo del lavoro. [Leggi il post]
⭕️ The Candy Car: Nuovi test sulla generazione video. [Guarda il video]
⭕️ Qualche foto dall’evento, promosso da Lefebvre Giuffrè, di presentazione di Sapient-IA dove ho fatto un intervento sul rapporto tra Vero e Verosimile ai tempi dell’IA. [Guarda le foto]
⭕️ Primi esperimenti con KLING 2.0 [Guarda i video]
⭕️ Secondo il World Economic Forum, il Graphic Designer è tra i dieci lavori più a rischio di automazione. Ed effettivamente dopo l'ultimo aggiornamento di ChatGPT è una previsione verosimile. [Leggi il post]
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Summerween
(n.) Celebrazione nata dall'unione tra l'estetica e le tradizioni di Halloween con l'atmosfera estiva, trasformando barbecue, feste in piscina e giornate in spiaggia in eventi a tema spettrale.
Ispirata dalla serie animata Gravity Falls, dove gli abitanti festeggiano una seconda Halloween in estate scolpendo angurie a forma di jack-o'-lantern, Summerween si è diffuso rapidamente grazie ai social media e all'interesse commerciale di brand che anticipano la stagione autunnale con decorazioni e merchandising a tema. La tendenza riflette il desiderio di prolungare il fascino di Halloween durante i mesi più caldi, con decorazioni macabre in chiave estiva, cibi tematici e proiezioni di film horror, trasformando la nostalgia per l'autunno in un'esperienza ludica e condivisibile tutto l'anno.
⚪️ Call-Out Culture
(n.) Pratica diffusa sui social media e negli spazi pubblici digitali, in cui individui o gruppi vengono pubblicamente criticati per comportamenti ritenuti offensivi, problematici o inappropriati, spesso con l'intento di promuovere consapevolezza e responsabilità sociale.
Nata come strumento per denunciare ingiustizie e stimolare cambiamenti, negli ultimi anni la Call-Out Culture si è evoluta in una dinamica complessa e polarizzante, alternando momenti di legittima richiesta di responsabilità a episodi di gogna pubblica e indignazione virale. Se da un lato infatti questo movimento può contribuire a sensibilizzare su temi di giustizia sociale, dall’altro rischia spesso di trasformarsi in uno strumento di punizione e ostracismo, generando un clima di paura e conformismo che può ostacolare il dialogo costruttivo e il reale cambiamento.
⚪️ Presentismo
(n.) Tendenza diffusa nei contesti lavorativi moderni che porta i dipendenti a recarsi al lavoro o a svolgere le proprie mansioni anche quando si trovano in condizioni di salute non ottimali.
Il presentismo può derivare da pressioni aziendali, paura di perdere opportunità di carriera o senso del dovere, ma comporta spesso una riduzione della produttività e un peggioramento dello stato di salute. In alcuni settori, come quello medico e dell'istruzione, è alimentato dal senso di insostituibilità, mentre in ambiti ad alto carico di lavoro è legato all'ansia da prestazione e alla necessità di rispettare scadenze stringenti. Un fenomeno che oggi risalta ancora di più perché in contrasto con tendenze tipiche del mondo lavorativo post Covid come lo Smart Working o il Remote Working.
Nella fotografia come Claude ha interpretato il concetto di Summerween (poi generato con Midjourney): Una fotografia che unisce elementi contrastanti di Halloween e dell'estate in una singola immagine surreale ma coerente. L'uso strategico dell'illuminazione e degli elementi decorativi crea un'atmosfera che bilancia il macabro con il festoso, catturando l'essenza playful del Summerween./ Passato: Muri Filosofici
«Ripetere vecchi gesti sai che tristezza»
- sui muri di Milano
Henri Bergson, nella sua riflessione sul tempo e la durata, distingue tra il tempo misurabile, esterno, e il tempo vissuto, interiore. Ripetere vecchi gesti può sembrare un ritorno, ma per Bergson è solo un'illusione. La vera tristezza sta nel credere che l’esperienza si possa congelare, ripetere, riavvolgere come un nastro. Ogni gesto, anche se identico nella forma, è sempre diverso nel suo vissuto. La ripetizione, se non è creazione, è il sintomo di un'anima che ha smesso di vivere nel presente.
E poi c’è Søren Kierkegaard che nel suo La ripetizione scrive: «Il ricordo è un vestito smesso che, per quanto bello, però non va perché non entra più. La ripetizione è un vestito indistruttibile che calza giusto e dolcemente, senza stringere né ballare addosso». Eppure, in questo muro filosofico, la ripetizione è malinconica. Come se l’eterno ritorno di cui parlava Nietzsche si fosse consumato nella routine e non nella rinascita. Per Kierkegaard, la vera disperazione è vivere una vita non autentica, ripetendo gesti che non nascono più da una scelta, ma dalla paura di scegliere. È la malinconia dell’anima che si è dimenticata di esistere, che ha trasformato l’abitudine in rifugio e la libertà in stanchezza.





