⭕️ Corrente #136
Sceglierai di essere intelligente?
Buongiorno!
In un futuro molto vicino dovremo scegliere se vogliamo essere intelligenti, oppure se delegare la nostra intelligenza a una macchina.
Così come dovremo scegliere se vogliamo ancora saper scrivere, o anche solo compiere una scelta. Non sarà obbligatorio saperlo fare. Ci sarà una macchina che potrà farlo per noi. Se continueremo a farlo è solo perché sceglieremo di volerlo fare.
Sceglieremo di non delegare queste competenze a un’Intelligenza Artificiale.
In un post di qualche mese fa, Paul Graham si spinge a prevedere un futuro dove ci saranno persone ancora in grado di scrivere e pensare e persone che non lo saranno più.
Ci saranno "writes" e "write-nots", come li definisce Graham. Che poi vuol dire un mondo diviso tra chi è in grado di pensare e chi non sarà più in grado di farlo perché ogni volta che era sul punto di fare la fatica di pensare o di scrivere si è rivolto a una macchina che lo ha fatto per lui.
Sebbene questa possa sembrare un'iperbole distopica, in realtà sta già accadendo.
Dobbiamo fare un'operazione, usiamo la calcolatrice.
Dobbiamo andare da un punto A a un punto B, usiamo Google Maps.
Dobbiamo trovare errori in un testo, usiamo Word.
Dobbiamo scrivere un testo, usiamo ChatGPT.
Per riprendere le parole di Graham «questa situazione non è nuova. In epoca preindustriale il lavoro della maggior parte delle persone le rendeva forti. Ora, se si vuole essere forti, si fa ginnastica. Ci sono ancora persone forti, ma solo tra coloro che scelgono di esserlo. Lo stesso accadrà con la scrittura [o con il pensiero]. Ci saranno ancora persone intelligenti, ma solo quelle che sceglieranno di esserlo.»
Buona lettura!
PS: Fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento qui.
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
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Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io e li puoi leggere su Linkedin, anche se non hai un account Linkedin, basta che clicchi sulla X in alto a destra del pop-up.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕ Qualsiasi compito dato oggi a scuola, domani potrebbe non avere più senso. Non c'è compito che oggi viene dato a suola, elementare, media o superiore, che un linguaggio come ChatGPT non sia in grado di fare in pochi secondi o pochi minuti. Dai temi alle elementari alle versioni al liceo, passando per i calcoli, gli esercizi di logica, l'analisi grammaticale e la memorizzazione di concetti o nozioni. È impensabile proibire agli studenti o alle studentesse di usare questa tecnologia. Così come è molto difficile rilevare se un testo è stato generato con l'IA. E dunque che fare? Dal mio punto di vista va invertito il sistema di valutazione, passando dalla valutazione del risultato a quella del processo che ha portato a quel risultato. [Leggi il post]
⭕ Mentre noi, giustamente, stiamo ancora dibattendo se sia giusto o meno allenare l'IA con contenuti prodotti dall'essere umano, le macchine stanno già compiendo un ulteriore passo avanti, aggiungendo un nuovo tassello all’evoluzione dell’apprendimento uomo-macchina: 1) L'essere umano apprende da altri esseri umani. 2) La macchina apprende dagli esseri umani. 3) La macchina auto-apprende da altre macchine. Questa è la premessa (e la promessa) del nuovo modello Absolute Zero. Un'Intelligenza Artificiale che impara senza dati. Che si propone compiti, li risolve, valuta la propria performance e si migliora. E che, dettaglio non trascurabile, batte modelli allenati su centinaia di migliaia di esempi. [Leggi il post]
⭕ Lasceresti la cura della tua salute a un’IA? Facciamo una premessa importante: è ovvio che la soluzione migliore sarebbe avere la possibilità di rivolgersi a un medico competente, disponibile e magari anche supportato dall’IA nell'analisi dei dati e nella definizione della diagnosi. Ma: 1) In un presente e in un futuro dove la sanità è sempre più privatizzata, quante persone nel mondo possono permettersi questo lusso? 2) In un contesto sanitario spesso sovraffollato, burocratizzato e caotico, quanti medici hanno la possibilità di dedicare il tempo necessario per la cura dei propri pazienti? Non sorprende dunque che una delle applicazioni più in crescita dell'IA sia proprio nel settore sanitario. [Leggi il post]
⭕ Sam Altman, il fondatore di OpenAI e ChatGPT, ha un gruppo di amici con cui, di tanto in tanto, fa una scommessa: quanto ci vorrà prima che venga lanciata la prima One-Man-Unicorn? Ovvero una startup con una valorizzazione di mercato superiore al miliardo, in cui lavora solo una persona: il fondatore o la fondatrice. E tutto il resto del lavoro, chi lo fa? Semplice: non lo fa qualcuno, ma qualcosa. Una rete di Agenti programmati per lavorare e collaborare tra loro in autonomia per raggiungere un obiettivo specifico. Secondo Sam Altman e altri esponenti dell’AI Economy, questa One-Man-Unicorn potrebbe arrivare nel giro di pochi anni. E in effetti, non è una previsione così azzardata tenendo conto che già oggi ci sono molti strumenti che permettono di creare Agenti anche piuttosto sofisticati senza scrivere una riga di codice. [Leggi il post]
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Inheritocracy
(n.) Sistema in cui le opportunità individuali dipendono sempre più dalla ricchezza familiare anziché dal merito o dal lavoro.
L’accesso alla “Bank of Mum and Dad” influenza istruzione, casa e carriera, ampliando le disuguaglianze tra chi può contare su un sostegno economico e chi no. Questo fenomeno, accelerato dopo la crisi del 2008, non solo divide le generazioni, ma crea disparità anche all’interno della stessa generazione, riducendo la mobilità sociale e consolidando privilegi di nascita. Con il più grande trasferimento di ricchezza della storia previsto nei prossimi decenni, l’Inheritocracy continuerà a influenzare profondamente la mobilità sociale e la distribuzione del potere economico, seguendo il tracciato sottolineato anche dall’economista francese Thomas Piketty secondo cui r > g, dove r rappresenta il rendimento del capitale (spesso ereditato) e g il tasso di crescita dell’economia. Quando la crescita economica e demografica ristagna, i patrimoni accumulati nel passato assumono un peso sproporzionato, generando un’economia sempre più patrimoniale, in cui la ricchezza si concentra nelle mani di pochi e si riproduce per via ereditaria, seguendo la logica dell’accumulazione infinita teorizzata da Marx.
⚪️ Knowingness
(n.) Atteggiamento diffuso nella cultura contemporanea che consiste nella convinzione di sapere già tutto, anche prima che una domanda venga posta.
Il termine, coniato dal filosofo Jonathan Lear, descrive un rapporto distorto con il sapere, dove l’obiettivo non è comprendere, ma affermare se stessi attraverso ciò che si presume di sapere. Una forma di chiusura mentale che rifiuta la curiosità e trasforma la conoscenza in uno strumento per confermare ciò che già si crede, piuttosto che in un percorso di scoperta, confronto e meraviglia.
⚪️ SNARF Communication
(n.) Modello di comunicazione virale basato su cinque ingredienti ricorrenti nei contenuti digitali: Stakes (alta posta in gioco), Novelty (novità), Anger (indignazione), Retention (mantenimento dell’attenzione) e Fear (paura).
Questa formula spinge creator e piattaforme a produrre contenuti omologati e sensazionalistici, capaci di generare coinvolgimento emotivo immediato ma anche insoddisfazione e dipendenza. Il risultato è una comunicazione dominata da emozioni forti e negative, in cui ogni messaggio sembra urgente, scioccante o destabilizzante. Il modello SNARF non solo condiziona i contenuti online, ma influenza anche il linguaggio della politica e della società, rendendo sempre più difficile esprimere autenticità e complessità.
Nella fotografia come Claude ha interpretato il concetto di Knowingness (poi generato con Midjourney): Una scena a una cena tra amici, dove il "knowingness" si manifesta in un contesto sociale più intimo. La fotografia cattura il momento preciso in cui una persona sta per raccontare una notizia o un'esperienza, ma viene interrotta da tutti gli altri commensali che, simultaneamente, mostrano espressioni di noia e familiarità, come se già conoscessero la conclusione. Gli smartphone posizionati accanto ai piatti suggeriscono che tutti hanno già visto lo stesso contenuto online. La composizione triangolare pone il narratore isolato alla base, mentre gli ascoltatori formano un fronte unito di "sapere presunto" all'apice. L'illuminazione soffusa del ristorante crea un'atmosfera di intimità compromessa dalla barriera invisibile della conoscenza pre-assunta./ Passato: Muri Filosofici
«Con i soldi compri gli orologi, non il tempo»
- sui muri di Milano
Secondo Emmanuel Lévinas il tempo non è una proprietà, non è una moneta da scambiare o un capitale da investire. Il tempo è relazione. È l’attesa, l’incontro, la risposta. È l’aprirsi dell’io all’altro.
In questa prospettiva, il tempo vero non è quello che compriamo o controlliamo, ma quello che condividiamo. Non è il tempo che organizziamo sulla nostra agenda, ma quello che accade quando ascoltiamo qualcuno senza guardare l’orologio. Lévinas parla di un tempo che nasce dal volto dell’altro, dal suo bisogno, dalla sua presenza che ci chiama a esserci.
Allora forse questa scritta sul muro è meno cinica di quanto sembri. Non è solo una denuncia, ma anche un invito. A uscire dalla logica del possesso e della misura, e a entrare in quella dell’offerta e dell’incontro.





