⭕️ Corrente #151
Quello strano senso di "velocentezza" + ci vediamo domenica?
Buongiorno!
Ti scrivo dal treno, mentre vedo la rotella del browser girare a vuoto nel disperato tentativo di collegarsi alla rete WiFi o all’hotspot dello smartphone.
È strana quella sensazione, che mi accompagna ormai da anni, di lavorare con una tecnologia, l’IA, velocissima, ma poi confrontarmi con un sistema, l’Italia, che è spesso lentissimo. Non solo da un punto di vista tecnologico, ma soprattutto di processi.
Una sensazione che potremmo definire “velocentezza”. Ogni tanto è fastidiosa. Sembra di correre una corsa ad ostacoli, senza peraltro capire il senso della presenza di questi ostacoli. Altre volte, lo ammetto, è quasi rilassante, perché ci obbliga a rallentare e riequilibrare i tempi.
Velocentezza a parte, questa domenica, 9 novembre alle 12:30, sarò al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, sul main stage del Focus Live per parlare degli errori dell’IA (e di come evitarli).
Il titolo dell’intervento è AI UN’H DA PRESTARCI?
Dagli errori più simpatici a quelli che costano quasi mezzo milione, in questo evento, i fondatori di PromptDesign.it, Federico Favot e Jacopo Perfetti, esaminano dieci errori tipici dell’AI o di chi la usa male, e danno consigli e spunti per evitarli.
→ Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.
Lato Youpiter invece, abbiamo definito la data di lancio della prossima versione: il 1° dicembre. Fino ad ora siamo riusciti a rispettare tutte le scadenze. Vediamo se riusciremo a rispettare anche questa.
Buona Lettura!
PS: Secondo te, la fotografia della vista dal finestrino del treno che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho fatta io o l’ha fatta l’IA?
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi iscriverti al mio corso "Prompt, Chi Parla?"
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ La vera bolla dell’IA non sarà (solo) economica.
La bolla economica effettivamente potrebbe scoppiare. E c’è chi dice che sarà 17 volte più grande di quella delle dot-com, con AI startups che hanno raccolto 1.000 miliardi di dollari di valore di mercato senza fare un dollaro di profitto.
Ma potrebbe anche non scoppiare. Come sostiene Jensen Huang, fondatore di NVIDIA, non ci sarà una AI Bubble perché stiamo passando da vecchi modelli di calcolo a modelli di calcolo accelerato che permetteranno di raggiungere la “superintelligenza”.
Nel frattempo però, potrebbe esserci un’altra bolla. La bolla della consapevolezza, che scoppierà quando le aziende e i professionisti si renderanno conto che l’IA non può essere usata per fare tutto e per farlo subito.
Quando sempre più persone penseranno: «Ho chiesto a ChatGPT di calcolarmi il valore di una colonna... ma non mi ha dato il risultato che mi aspettavo. Che tecnologia inutile!»
L’intelligenza artificiale generativa è una tecnologia straordinaria, ma diversa da tutte le tecnologie che l’hanno preceduta. A partire dal fatto che è appunto “generativa” e non deterministica.
Ovvero è fantastica nel generare contenuti verosimili, anche se non sempre veri, ma potrebbe essere debole nell’eseguire compiti deterministici - come per esempio fare la somma di una colonna Excel.
Tuttavia, ad oggi, viene spesso utilizzata per fare quello che si faceva prima, come si faceva prima, aspettandosi il risultato che avevamo prima.
E invece nulla va più fatto come prima.
Per introdurre l’IA in azienda non basta usare ChatGPT come prima usavamo Excel. Dobbiamo cambiare la nostra strategia, i nostri processi e la nostra mentalità.
È un cambiamento totale. Non solo tecnologico.
Quando questa bolla di consapevolezza scoppierà ci saranno due tipologie di aziende:
Quelle che smetteranno di usare l’IA e torneranno a fare le cose come un tempo. Perché incapaci di gestire il cambiamento.
Quelle che valorizzeranno l’IA e cambieranno i loro processi e i loro servizi. Perché capaci di comprendere il vero potenziale di questa tecnologia.
⭕ Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di dicembre di “Prompt, Chi Parla?”
Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di dicembre di “Prompt, Chi Parla?”, dal 2022 il primo e più completo corso in Italia su Intelligenza Artificiale Generativa (da ChatGPT agli Agenti). Le date delle lezioni live saranno 15 e 17 dicembre. Qui il programma completo.
・Puoi iscriverti qui: promptdesign.it
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Double Sell-Out Economy
(n.) Evoluzione della cultura commerciale contemporanea in cui i creatori di contenuti non solo fanno compromessi artistici per ottenere visibilità e successo (“primo sell-out”), ma usano poi la fama conquistata esclusivamente per massimizzare i profitti, abbandonando qualsiasi aspirazione culturale o valore artistico (“secondo sell-out”).
In questo sistema, il successo creativo si misura solo in termini di follower, vendite e monetizzazione, contribuendo a svuotare di significato la cultura popolare. La capacità di influenzare persone (da cui il termine “Influencer”), un tempo strumento per trasmettere idee, diventa fine a sé stessa: si è influenti per vendere, non per ispirare. È il trionfo del contenitore sul contenuto, dove anche la creatività diventa l’ennesimo packaging per vendere l’ennesimo prodotto. Un esempio paradigmatico è MrBeast: creatore da milioni di visualizzazioni, ha costruito un impero di attenzione digitale per poi convertirlo in un generico Fast Food.
⚪️ Electrostates
(n.) Stati la cui economia e sicurezza energetica sono sempre più fondate sull’elettricità prodotta da fonti rinnovabili piuttosto che dai combustibili fossili.
La Cina è considerata il primo “electrostate” al mondo, grazie a una strategia orientata all’autosufficienza energetica, al controllo delle risorse tecnologiche del futuro e a investimenti statali di lungo termine in tecnologie pulite. Come i petrostati si sono affermati grazie al petrolio, gli electrostates si definiscono per l’elettrificazione e la leadership nelle energie rinnovabili.
⚪️ Estranged Adult Children
(n.) Figli adulti che decidono volontariamente di interrompere o ridurre drasticamente i rapporti con i propri genitori per motivi legati a traumi, divergenze valoriali o dinamiche familiari percepite come tossiche.
Un fenomeno in crescita, favorito dalla maggiore consapevolezza emotiva e psicologica delle nuove generazioni, che ridefiniscono il concetto stesso di legame familiare sulla base del rispetto reciproco e del benessere mentale. Un cambiamento culturale profondo, che sfida l’idea tradizionale di amore filiale come incondizionato, e che trova nei social media uno spazio fondamentale per condividere esperienze, confrontarsi, legittimarsi e trovare supporto emotivo in community digitali sempre più attive e solidali.
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«Non so cosa scrivere»
- sui muri di Milano
«Non so cosa scrivere» è forse l’unica frase autentica che resta quando tutte le altre si svuotano. Come nella Tractatus, dove Wittgenstein ammoniva: «Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere», anche qui sembra che il linguaggio inciampi nei suoi limiti. Ma questo inciampo non è fallimento: è rivelazione. Non sapere cosa scrivere è già scrivere qualcosa che sta oltre il dicibile, come nei Frammenti di un discorso amoroso di Barthes, dove l’amato tace e il silenzio diventa pieno. La frase allora diventa un gesto d’onestà: dire che non si sa dire è già un dire radicale, nudo, vivo.
«Non so cosa scrivere» potrebbe anche essere il monologo interiore di uno dei personaggi di Beckett, sospesi tra l’esistere e l’aspettare. Sartre direbbe che questo non sapere è già una scelta: il soggetto, gettato nel mondo, è condannato a essere libero, anche nel blocco, anche nell’inerzia. In questa frase c’è tutto il peso dell’esistenza: l’angoscia della possibilità infinita, che ci paralizza. Ma forse, proprio in quel non scrivere, si afferma un’esistenza che resiste al senso imposto, che si trattiene, che fa silenzio come forma di ribellione.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“Sonnenallee” di Thomas Brussig
Un romanzo, non un saggio storico, ma che racconta una storia che ha influenzato molto la nostra Storia: la vita ai tempi del muro di Berlino, in una via, Sonnenallee, divisa in due. Il suo tratto più breve è uno scampolo di strada di sessanta metri finito, per un beffardo scherzo della sorte, dal lato sbagliato del Muro di Berlino: quello a est.





