⭕️ Corrente #155
Secoli sempre più brevi eppure lunghissimi.
Buongiorno!
La lettura storica che ti consiglio oggi è “Il secolo breve” dello storico britannico Eric Hobsbawm. Un saggio che racconta i principali avvenimenti del XX secolo, considerato appunto breve perché concentrato tra due date tra loro vicine: il 1914, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, e il 1991, con la dissoluzione dell’URSS.
Ho ripensato a questo libro qualche settimana fa quando in un’intervista il fondatore di Anthropic, Dario Amodei, ha definito quello che stiamo vivendo come un secolo compresso, perché grazie, o a causa, dell’IA stiamo andando a una velocità che accelera tutto.
Questo è positivo perché potremo trovare nuove soluzioni ad antichi problemi in molto meno tempo, fare nuove scoperte, inventare nuovi servizi o prodotti in grado di migliorare la nostra vita.
Ma potrebbe anche essere limitante. Potremmo anche perderci di fronte a una velocità che non riusciamo più a gestire. Troppe informazioni, troppi cambiamenti, troppe decisioni, troppa disuguaglianza.
Secoli brevi e compressi, eppure lunghi e saturi di esperienze che richiedono ogni tanto di fermarsi un momento per capire chi siamo, dove stiamo andando e che ruolo vogliamo avere in questo tempo accelerato.
A proposito di frenesia creativa, proprio ieri sera alle 18:18 abbiamo rilasciato, lavorandoci fino all’ultimo secondo disponibile, la nuova versione di Youpiter. Ma te ne parlerò meglio nelle prossime newsletter.
Buona Lettura!
PS: Secondo te, la fotografia dei cavalli che corrono che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io o l’ha fatta l’IA? Quella di due settimane fa l’avevo scattata io (il 52% ha votato IO, il 48% IA… per poco il mio scatto non è stato scambiato per un’immagine generata con IA).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi iscriverti al mio corso "Prompt, Chi Parla?"
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ Se hai perso la newsletter di settimana scorsa, qui sopra puoi vedere Jl’intervista con Raffaele Gaito in cui parlo di IA, creatività, lavoro, scuola, Social Media, futuro e pure del perché dobbiamo imparare a distinguere una pianta finta da una vera.
⭕️ «Le cose nuove si fanno solo con i giovani». - Mario Tchou, ingegnere alla Olivetti e inventore di Elea 9003, tra i primi computer. [Leggi il post]
⭕️ Claude Opus 4.5, le nuove capacità e il vero valore che l’IA ci può offrire. Questo video, oltre a spiegare le capacità dell’ultimo modello di Claude, mostra molto bene il vero valore che l’IA, se usata bene, può generare: regalarci tempo per le attività che contano veramente. [Leggi il post]
⭕️ Previsioni o allucinazioni? Otto previsioni, tra utopia e distopia, che Jacopo ha letto o sentito nell’ultima settimana. [Leggi il post]
⭕️ (Finalmente) Midjourney lancia lo Style Creator. [Leggi il post]
⭕️ 10 esperimenti con Nano Banana PRO. Piuttosto incredibile. Tanto nella generazione di un’immagine quanto nell’editing. Ho notato anche un miglioramento qualitativo nello stile. [Leggi il post]
⭕️ Un domanda che dovremmo farci ogni giorno: cosa fare noi e cosa far fare all’IA. [Leggi il post]
⭕️ Gli ‘unknowns’ dell’AI che spaventano persino chi l’ha creata. [Leggi il post]
⭕️ Anche ElevenLabs introduce la Image & Video Generation. [Leggi il post]
⭕ Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di dicembre di “Prompt, Chi Parla?”
Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di dicembre di “Prompt, Chi Parla?”, dal 2022 il primo e più completo corso in Italia su Intelligenza Artificiale Generativa (da ChatGPT agli Agenti). Le date delle lezioni live saranno 15 e 17 dicembre. Qui il programma completo.
・Puoi iscriverti qui: promptdesign.it
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Reparenting
(n.) Tecnica psicologica che invita a prendersi cura del proprio “bambino interiore” offrendo a sé stessi ciò che è mancato nell’infanzia, amore, protezione, ascolto, per guarire ferite emotive e sviluppare una maggiore autocompassione.
Nato negli anni ’60 con un approccio radicale e controverso promosso dalla terapeuta Jacqui Schiff, è stato successivamente ridefinito negli anni ’70 dalla psicoterapeuta Muriel James come un percorso più sicuro e autodiretto, in cui il paziente assume il ruolo di genitore amorevole verso sé stesso. Oggi è sempre più diffuso, grazie alla crescente attenzione verso la terapia trauma-informed, alla maggiore consapevolezza sugli effetti delle esperienze infantili e alla sua popolarità su piattaforme come podcast, libri e social media.
⚪️ Secular Monks
(n.) Espressione coniata dal filosofo Andrew Taggart per descrivere un nuovo modello di mascolinità contemporanea che unisce l’ascesi monastica con la cultura della self-optimization.
Ossessionati dall’ottimizzazione personale, questi “monaci secolari” scelgono consapevolmente di rinunciare ai tradizionali riti sociali come il matrimonio o la paternità, per dedicarsi al perfezionamento individuale attraverso routine di autodisciplina, solitudine e controllo del corpo e della mente. Il tutto senza alcuna cornice religiosa, ma con una devozione quasi spirituale alla crescita personale.
⚪️ Tattourism
(n.) Combinazione di “tattoo” e “tourism”, “Tattourism” è la tendenza, diffusa soprattutto tra Generazione Z e Millennials, di celebrare un viaggio con un tatuaggio realizzato da un artista locale o rinomato.
Per i Tattourist più che un semplice souvenir, il tatuaggio diventa l’espressione di un’esperienza intima e significativa vissuta in viaggio, un’opera d’arte permanente che cattura emozioni, luoghi e momenti in modo unico e personale. In molti casi, il tatuaggio non è solo un ricordo del viaggio, ma ne rappresenta il fulcro stesso: l’incontro con l’artista, la scelta del disegno e il contesto culturale locale diventano parte integrante dell’itinerario, trasformando il viaggio in un rituale creativo e identitario.
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«Ama il mondo»
- sui muri di Roma
«Ama il mondo» non suona come un invito morale, ma come una sfida metafisica. Spinoza direbbe che si può amare davvero solo ciò che si comprende, e comprendere significa accettare che il reale non è fatto per coincidere con i nostri desideri. L’amore, in questo senso, non consola: chiarisce.
Eppure Hannah Arendt ci ricorderebbe che il mondo non è un dato neutro, ma ciò che costruiamo insieme, il fragile spazio delle nostre parole, delle nostre azioni, delle nostre responsabilità. Amarlo significa impedirgli di cadere nell’abbandono, sottrarlo alla negligenza.
Forse, allora, «Ama il mondo» è meno un’esortazione sentimentale e più un gesto di resistenza: continuare a prendersi cura di ciò che esiste, anche quando non ci assomiglia, anche quando non ci piace, soprattutto quando sarebbe più facile tirarsi indietro.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“Il secolo breve” di Eric Hobsbawm
Tra il 1914 e il 1991 il mondo è stato scosso da conflitti, rivoluzioni e stravolgimenti sociali senza precedenti: il “secolo breve” delimitato dalla Prima guerra mondiale e dal crollo del regime comunista è stato un periodo di straordinario progresso scientifico e di guerre totali, di crisi economiche e di grandi periodi di rilancio e di benessere, di mutamenti nella società e nella cultura. Un “secolo breve” anche per l’accelerazione sempre più esasperata impressa agli eventi della storia e alle trasformazioni nella vita degli uomini.




