⭕️ Corrente #157
Obiettivo del 2026: Essere pre-qualcosa.
Buongiorno!
Due settimane fa, ti avevo parlato del rilascio dell’app di Youpiter, ma non avevo approfondito molto, e nell’ultima newsletter mi sono dimenticato di farlo. Rimedio subito condividendo anche con te il sito dove trovi tutte le informazioni sul progetto, oltre a qualche preview dell’app: https://youpiter.ai/
L’abbiamo fatto in un paio d’ore con Claude (qui i dettagli). L’ultimo modello, Opus 4.5, è incredibile tanto nella generazione di testi creativi quanto nella generazione di codice.
Più in generale, qualsiasi IA sta facendo passi da gigante. In ogni campo. Questa tecnologia sta accelerando il processo di creazione ed esplorazione creativa come nessuna macchina aveva mai fatto prima.
Un po’ spaventa, un po’ emoziona. Ma ci sta. Nel bene e nel male stiamo vivendo un periodo di cambiamenti enormi. Talvolta mi sembra di essere all’alba di una nuova era. E questo - lo ammetto - mi entusiasma.
Da decenni ormai ho l’impressione di vivere in un’epoca che è sempre post-qualcosa. Invece di essere post-moderni, post-capitalistici, post-industriali, post-ideologici, post-umani o post-fordisti ribaltiamo il punto di vista e proviamo ad essere pre-qualcosa. Proviamo a spezzare quell’idea di futuro come continuazione del passato.
Come disse il filosofo Slavoj Žižek nel lontano 2011 di fronte a una folla di manifestanti di Occupy Wall Street a Zuccotti Park: «innamoratevi del lavoro duro e paziente: siamo l’inizio, non la fine».
Non ho ancora fatto i buoni propositi per il 2026. È ancora presto. Però penso che uno dei buoni propositi per il 2026 sarà proprio questo: costruire inizi di qualcosa. Anche se poi non funzioneranno. Anche se poi non mi porteranno a nulla. Ma dare inizio a qualcosa fa sempre bene, anche solo per il fatto che ci fa sentire vivi.
Buona Lettura (e buone feste, penso riprenderò con la newsletter a gennaio)!
PS: Secondo te, la fotografia che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io o l’ha fatta l’IA? Quella di due settimane fa l’aveva fatta l’IA (il 67% ha votato IO, il 33% IA che evidentemente ha fatto bene il suo lavoro).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi iscriverti al mio corso "Prompt, Chi Parla?"
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ Sebbene ci sia un po’ di ipocrisia, l’atteggiamento che stiamo sviluppando verso l’IA mi dà speranza. [Leggi il post]
⭕️ Una piccola preview di Youpiter. [Leggi il post]
⭕️ Creare una Landing Page con l’AI: il metodo e gli strumenti migliori. [Leggi il post]
⭕️ Quando le barriere linguistiche non saranno più un problema, rimarranno le differenze culturali? O scompariranno anche queste? [Leggi il post]
⭕️ Il 31 Gennaio mi trovi qui: al TEDxForlì dove parlerò di Intelligenza Artificiale Generativa e delle competenze per utilizzarla al meglio. [Leggi il post]
⭕ Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di febbraio di “Prompt, Chi Parla?”
Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di febbraio di “Prompt, Chi Parla?”, dal 2022 il primo e più completo corso in Italia su Intelligenza Artificiale Generativa (da ChatGPT agli Agenti). Le date delle lezioni live saranno 23, 25 e 27 febbraio. Qui il programma completo.
・Puoi iscriverti qui: promptdesign.it
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Slopification
(n.) Processo culturale e digitale in cui contenuti privi di un vero scopo o valore - il cosiddetto “slop” - si diffondono fino a diventare lo sfondo costante della nostra esperienza quotidiana.
Si tratta di “riempitivi” che non sono né completamente giusti né del tutto sbagliati, spesso generati o selezionati senza un destinatario preciso e concepiti per sostituire il silenzio o il vuoto con qualcosa di indistinto. La slopification nasce dall’assuefazione collettiva a questo rumore di fondo, in gran parte autoindotto, e dall’abitudine a percepire le cose come intercambiabili, eliminando il contesto e rendendo la fruizione di contenuti, umani o generati da AI, sempre più passiva e indifferente. In questo stato, persino elementi di alta qualità, se decontestualizzati, finiscono per diventare slop, segnalando il completamento di un lungo processo di appiattimento culturale.
⚪️ Complexity Thinking
(n.) Approccio evolutivo al pensiero sistemico che riconosce l’imprevedibilità, la non linearità e l’emergenza dei fenomeni complessi.
Il Complexity Thinking abbandona l’illusione del controllo e della pianificazione totale per abbracciare l’incertezza e l’adattamento continuo, privilegiando l’apprendimento iterativo, la pluralità di prospettive e la resilienza organizzativa. In un mondo dove le relazioni e gli effetti non sono più pienamente mappabili, diventa una forma di leadership e di strategia capace di “leggere il terreno mentre cambia”, trasformando l’azione in un processo dinamico di risposta e co-evoluzione con il contesto.
⚪️ Doomprompting
(n.) Termine che descrive la tendenza compulsiva a interagire senza sosta con strumenti di intelligenza artificiale generativa, producendo prompt e ricevendo risposte in un ciclo infinito e vuoto, simile al “doomscrolling”.
Il “Doomprompting” rappresenta la nuova forma di sovraccarico creativo dell’era dell’AI: non più schiacciati dalla “pagina bianca”, ma da una “pagina senza fondo” che offre infinite possibilità e nessuna direzione, generando una sensazione di produttività apparente e di progressiva disconnessione dal pensiero autentico.
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«Telepatia = Crimine (poi corretto con Telepatia ≠ Crimine)»
- sui muri di Milano
Ci sono scritte che sembrano denunciare un reato che ancora non esiste, ma che qualcuno teme profondamente. Telepatia = Crimine sembra dire: il problema non è ciò che fai, ma ciò che riesci a cogliere prima che venga detto.
E qui viene in mente Günther Anders, filosofo oggi poco frequentato ma lucidissimo. Anders parlava di dislivello prometeico: la distanza crescente tra ciò che produciamo e ciò che siamo capaci di comprendere moralmente. In questo senso, la “telepatia” non è magia, ma la capacità di ridurre quel dislivello, di intuire le conseguenze, di sentire prima. Ed è proprio questo che diventa intollerabile: capire troppo presto rende irresponsabile chi preferisce non sapere.
Accanto a lui, quasi in sordina, si può sentire Édouard Glissant e la sua poetica della relazione. Glissant difendeva il diritto all’opacità: il diritto di non essere completamente leggibili. Se la telepatia è un crimine, allora forse lo è perché viola questa opacità, perché costringe l’altro a essere trasparente. Non tutto deve essere compreso, non tutto decifrato. Anche la comprensione, quando è totale, può diventare una forma di violenza.
Questo muro allora non parla di poteri mentali, ma di un conflitto più profondo: tra chi vuole un mondo semplificato, prevedibile, leggibile a colpo d’occhio, e chi insiste nel percepire le zone d’ombra, i non detti, le contraddizioni.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“VIIIcento - Dramma e talento di un secolo in movimento.” di Andrea W. Castellanza
Ti ho già parlato del podcast “Bistory”. Questa volta però ti consiglio l’ultima stagione dedicata all’Ottocento. Un secolo di drammi, cambiamenti e passioni.





