⭕️ Corrente #159
Una bella notizia che non vedevo l'ora di scriverti.
Buongiorno!
Finalmente posso scrivertelo: è uscito il mio nuovo libro!
Dico “finalmente” perché in realtà è disponibile su Amazon dal 19 dicembre. Ma fino ad ora lo avevamo condiviso solo con la community di studenti e studentesse di “Prompt, Chi Parla?”.
In questo mese sono successe cose che non avrei mai pensato. Dopo pochi giorni il libro è salito alla 39° posizione tra i libri più venduti di tutto il Kindle Store e ancora oggi è il libro più venduto nelle categorie: Internet, eBook sul Successo e Impresa e Strategia.
Fantastico! Ma facciamo un passo indietro.
Due anni fa, io e Federico Favot, abbiamo iniziato a scrivere un libro che raccogliesse le competenze 100% umane per diventare insostituibili nell’era dell’IA.
Lo abbiamo scritto, riscritto, poi lasciato nel cassetto, poi ripreso e scritto di nuovo e poi... poi abbiamo deciso di pubblicarlo, o meglio di auto-pubblicarlo.
Lo trovi su Amazon in versione eBook e cartacea.
Al suo interno troverai 44 competenze (con 44 neologismi, prompt e consigli pratici per acquisirle), riflessioni e consigli su come vivere e lavorare in un mondo sempre più dinamico e influenzato dall’IA.
Non è un libro tecnico, c’è già abbastanza tecnologia intorno a noi, è un libro umano. Un libro che nasce dalla consapevolezza che le competenze “soft” saranno sempre più “hard”, e che una nuova tecnologia richiede una nuova mentalità.
Vorrei parlarti di questo progetto a lungo. Vorrei dirti perché alla fine abbiamo deciso di auto-pubblicarlo. Come lo abbiamo fatto. Che ruolo ha avuto l’IA. Perché tengo particolarmente a questo libro… e sicuramente lo farò. Continuerò a raccontarti la sua storia nelle prossime newsletter.
Ora però mi fermo qui. Prima di fermarmi però, ti chiedo un aiuto. Per ora il libro è solo su Amazon. Se vuoi aiutarci a diffonderlo e a dargli un futuro anche fuori dalla piattaforma, ti chiedo di acquistarlo, anche solo nella versione eBook, e lasciarci cinque stelle + una recensione.
Lo puoi acquistare qui: https://www.amazon.it/dp/B0G7RN3XDL
Buona lettura!
PS: Secondo te, la fotografia che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io o l’ha fatta l’IA? Quella della newsletter passata l’aveva fatta l’IA (il 32% ha votato IO, il 68% IA ed effettivamente si vedeva).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi iscriverti al mio corso "Prompt, Chi Parla?"
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ Su Pillole di Eta Beta (Rai Radio 1), parlo di come l’IA possa aumentare, ma anche soffocare, la nostra creatività. [Ascolta il podcast]
⭕️ 26 tool AI per il 2026. [Leggi il post]
⭕️ Dovremo tutti registrare un trademark sul nostro volto? Matthew McConaughey l’ha fatto. L’attore ha ottenuto otto marchi registrati presso l’USPTO, che proteggono la sua voce, la sua immagine e persino brevi clip video. Può sembrare una mossa da film di fantascienza, ma è puro pragmatismo. [Leggi il post]
⭕️ L’autenticità nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. [Leggi il post]
⭕ Il nuovo paradigma delle startup ai tempi dell’IA: Investimenti zero, Profitti da subito. Manus, acquisita da Meta per oltre 2 miliardi, è una startup che ha raggiunto 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui in 8 mesi dal lancio. Con solo 100 dipendenti. In pratica un milione di valore per dipendente, segnando un cambio di paradigma tipico del mondo delle startup basate su IA. Per vent’anni infatti le startup hanno seguito un mantra preciso: cresci prima, guadagna poi. Le startup basate su IA invece stanno invertendo questo paradigma. [Leggi il post]
⭕️ Ovviamente in Europa non è disponibile, ma quando sarà disponibile lo userai? ChatGPT sta rilasciando una nuova esperienza dedicata alla salute che permette di integrare dati personali come cartelle cliniche e informazioni provenienti da app di fitness, per offrire conversazioni e suggerimenti basati sul contesto reale dell’utente e non su indicazioni generiche. [Leggi il post]
⭕️ Due ore di scuola sono abbastanza? Dipende da cosa consideriamo scuola. Se consideriamo la scuola come un ecosistema in cui i bambini e le bambine hanno la possibilità di imparare le competenze chiave per diventare adulti consapevoli e preparati al futuro. Per intenderci, competenze come intraprendenza, empatia, programmazione, creatività, senso critico e pensiero divergente. Allora due ore non sono abbastanza. Se invece consideriamo la scuola come un luogo dove i bambini e le bambine passano otto ore seduti su una sedia a imparare competenze anacronistiche - se non dannose - come il pensiero convergente, la ripetizione mnemonica e l’apprendimento acritico. Allora due ore sono fin troppe. [Leggi il post]
⭕️ Quando le barriere linguistiche non saranno più un problema, rimarranno le differenze culturali? O scompariranno anche queste? [Leggi il post]
⭕️ Sebbene ci sia un po’ di ipocrisia, l’atteggiamento che stiamo sviluppando verso l’IA mi dà speranza. [Leggi il post]
⭕ Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di febbraio di “Prompt, Chi Parla?”
Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di febbraio di “Prompt, Chi Parla?”, dal 2022 il primo e più completo corso in Italia su Intelligenza Artificiale Generativa (da ChatGPT agli Agenti). Le date delle lezioni live saranno 23, 25 e 27 febbraio. Qui il programma completo.
・Puoi iscriverti qui a un prezzo scontato: promptdesign.it
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ AI Shame
(n.) Fenomeno per cui lavoratori di ogni livello nascondono l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale sul posto di lavoro per evitare giudizi negativi da parte di colleghi e superiori.
Un sondaggio WalkMe del 2025 rivela che quasi la metà dei dipendenti (48,8%) ammette di nascondere l’uso dell’AI al lavoro per evitare giudizi, con un paradosso significativo: sono proprio i dirigenti (53,4%) i più propensi a celare le proprie abitudini con l’AI, nonostante siano gli utilizzatori più frequenti. L’AI Shame rappresenta il cortocircuito di un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è simultaneamente presentata come competenza fondamentale e percepita come scorciatoia disonesta. In un ambiente lavorativo dove si teme di apparire “sostituibili” se si delega all’AI, o “incompetenti” se non la si usa, molti professionisti praticano una sorta di uso clandestino, la cosiddetta “shadow AI”, che sfugge alle policy aziendali. Un fenomeno che svela come l’adozione tecnologica sia ancora profondamente intrecciata con dinamiche di status, autenticità e paura della valutazione.
⚪️ Revenge Quitting
(n.) Tendenza a lasciare il proprio lavoro in modo rumoroso, deliberato e pubblico, spesso come forma di protesta contro ambienti tossici, mancanza di riconoscimento o cattiva gestione.
Secondo Software Finder, il 4% dei dipendenti a tempo pieno ha pianificato di fare revenge quitting nel 2025, con i lavoratori dei settori IT, marketing e media tra i più propensi a farlo. Il revenge quitting segna la fine dell’era delle dimissioni silenziose: dopo il “quiet quitting”, in cui si restava fisicamente ma ci si disimpegnava emotivamente, è arrivato il momento delle uscite plateali, talvolta documentate sui social media. Secondo Monster, quasi la metà dei lavoratori americani afferma di averlo fatto, e sorprendentemente la maggioranza erano dipendenti fedeli, in azienda da oltre due anni. Il fenomeno riflette un cambiamento nel rapporto di potere tra datori di lavoro e dipendenti: in un’economia dove le promesse non mantenute si accumulano, andarsene sbattendo la porta diventa un atto di riappropriazione della propria narrativa professionale, con il rischio, ovviamente, di bruciare ponti che potrebbero rivelarsi utili.
⚪️ Friendship Recession
(n.) Declino sistemico delle amicizie profonde e significative, particolarmente accentuato tra gli uomini adulti e la Gen Z, nonostante, o forse a causa di, una connettività digitale senza precedenti.
La percentuale di uomini con almeno sei amici stretti è crollata dal 55% nel 1990 al 27% oggi, mentre quasi il 60% della Gen Z dichiara di sentirsi regolarmente solo, e la persona media oggi afferma di avere solo due amici intimi, contro i cinque di pochi decenni fa. La Friendship Recession rappresenta uno dei paradossi più dolorosi della contemporaneità: mai così connessi, mai così soli. Il Surgeon General americano ha dichiarato la solitudine un’epidemia nazionale, paragonandone gli effetti sulla salute al fumo di 15 sigarette al giorno. Le cause sono molteplici: il lavoro remoto che erode gli spazi di socialità casuale, la genitorialità intensiva che fagocita il tempo degli adulti, i social media che offrono l’illusione della connessione senza la vulnerabilità che l’amicizia autentica richiede. In un’epoca in cui i “contatti” si contano a centinaia, i confidenti si contano sulle dita di una mano.
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«Avete Fatto»
- sui muri di Milano
C’è qualcosa di inquietante in questa frase al passato prossimo. Non chiede, non accusa apertamente, non spiega: constata. Avete fatto. Come se l’azione fosse già scivolata fuori dal controllo di chi l’ha compiuta, lasciando dietro di sé solo le conseguenze.
Qui torna alla mente Hans Jonas e il suo Principio responsabilità: agire, nel mondo moderno, significa sempre agire su un futuro che non vedremo del tutto. “Avete fatto” suona allora come il momento in cui il futuro presenta il conto. Non importa più l’intenzione, né la buona fede: ciò che resta è l’effetto delle azioni, soprattutto quando queste incidono sulla vita degli altri, sull’ambiente, sulle generazioni che verranno.
Ma la frase può essere letta anche con Paul Ricoeur, quando distingue tra colpa e responsabilità. La colpa guarda indietro e chiede chi ha sbagliato; la responsabilità guarda avanti e chiede: e adesso? “Avete fatto” non inchioda al passato, piuttosto apre uno spazio scomodo: quello in cui non possiamo più sottrarci alla narrazione delle nostre azioni. Siamo ciò che facciamo, ma soprattutto ciò che siamo disposti ad assumerci dopo aver fatto.
Forse è per questo che questa scritta pesa così tanto. Perché non lascia via di fuga morale. Non dice avete voluto, non dice avete pensato. Dice solo avete fatto. E ora, inevitabilmente, tocca rispondere.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“Il banchiere di Dio” di Nicolò Majnoni
Una delle migliori serie in podcast che abbia mai ascoltato: questa non è solo la storia della fine di uno dei banchieri più potenti d’Europa (Roberto Calvi), ma un’indagine nelle pieghe di un sistema in cui il Banco Ambrosiano, lo IOR, la loggia P2, la Mafia e i servizi segreti si muovono nell’ombra, tra Roma, Londra e il Vaticano.







