⭕️ Corrente #166
Trump vs Claude. Come (e perché) passare a Claude in meno di un minuto. No alle armi completamente autonome. Più le macchine saranno veloci, più noi dovremo andare lenti.
Buongiorno!
Per quanto si sia sempre definito il “Presidente della Pace”, dal suo secondo insediamento alla Casa Bianca, Trump ha bombardato sette nazioni, tre delle quali, Iran, Nigeria e Venezuela, non erano mai state colpite da attacchi militari degli Stati Uniti.
All’interno di questa crescente tensione militare, anche l’IA, e soprattutto chi la crea, ha e avrà un ruolo chiave. In particolare su due punti che Dario Amodei, CEO di Anthropic (Claude), ha messo nero su bianco rifiutando le richieste del Pentagono: le armi completamente autonome e la sorveglianza domestica di massa. Due linee rosse che nessun’altra azienda AI ha avuto il coraggio di tracciare.
Il prezzo di quel rifiuto è stato immediato: Trump ha messo al bando Claude da tutte le agenzie federali americane, e il Pentagono ha classificato Anthropic come “rischio per la sicurezza nazionale” - un’etichetta mai applicata prima a un’azienda americana. Tredici minuti dopo, OpenAI (l’azienda dietro ChatGPT) ha firmato il contratto con il Pentagono al posto di Claude.
Già solo per questo motivo, ti consiglierei di passare a Claude. In più è - a mio avviso - il modello AI più evoluto - soprattutto per analisi dati, scrittura e generazione di codice - il più agentico grazie a funzioni come Cowork, e anche il più personalizzabile grazie a Skill e Project. Quindi se ancora non lo usi ti consiglio di farlo subito.
‣ Se invece giù usi Claude, fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento qui.
Buona lettura!
PS: Secondo te, la fotografia che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io o l’ha fatta l’IA? Quella della newsletter passata l’aveva fatta l’IA (il 47% ha votato IO, il 53% IA).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi iscriverti al mio corso "Prompt, Chi Parla?"
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ Trump vs Claude: la responsabilità è di chi crea l’IA o solo di chi la usa? Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali americane di smettere di usare la tecnologia di Anthropic, l’azienda che ha creato Claude, definendola «un’azienda di sinistra radicale gestita da gente che non ha idea di come funziona il mondo reale». Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha poi designato Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento della sicurezza nazionale”. Per meritarsi tutto questo Anthropic ha negato al Pentagono l’utilizzo della sua tecnologia per due punti specifici. [Leggi il post]
⭕️ Come (e perché) passare a Claude in meno di un minuto. Claude non è solo il modello AI più evoluto - soprattutto per analisi dati, scrittura e generazione di codice - ma è anche il più agentico grazie a funzioni come Cowork, il più personalizzabile grazie a Skill e Project, e, dopo aver rifiutato di fornire la propria tecnologia al Pentagono per armi autonome e sorveglianza di massa, anche il più etico. Se ancora non lo stai usando, puoi passare a Claude portando con te tutta la tua memoria da altri assistenti AI. In due passaggi. [Leggi il post]
⭕️ Block taglia il 50% dei dipendenti. Le azioni salgono del 20%. Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter, oggi a capo di Block (la società madre di Square, CashApp e Tidal), ha annunciato il licenziamento di quasi metà della forza lavoro. Da 10.000 a meno di 6.000 dipendenti. Il motivo è che l’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente cosa significa costruire e gestire un’azienda. Secondo Dorsey infatti non sono loro in anticipo sui tempi, sono tutte le altre aziende in ritardo. [Leggi il post]
⭕️ Tutti questi investimenti sono una foll-IA? C’è chi paragona l’Intelligenza Artificiale al nuovo Manhattan Project, quello della bomba atomica guidato da Oppenheimer. C’è chi invece la paragona alla corsa allo spazio della Guerra Fredda. Eppure, almeno in termini di investimenti, l’IA ha superato entrambi questi progetti. [Leggi il post]
⭕️ Più le macchine saranno veloci, più noi dovremo andare lenti. [Leggi il post]
⭕️ Un business in forte crescita: creare prodotti per persone che non leggono. Il mese scorso, durante una lezione in università, uno studente mi dice: «Ho fatto l’abbonamento a ChatGPT. C’era una promo, tre mesi a prezzo scontato.» «Strano» rispondo io «non mi risulta che ChatGPT preveda sconti per abbonamenti trimestrali.» E infatti l’abbonamento sottoscritto dallo studente non era a ChatGPT. Era a USE.ai, una piattaforma che offre la possibilità di usare GPT, ma che con ChatGPT non c’entra nulla. [Leggi il post]
⭕️ Meglio investire sugli insegnanti o sulla tecnologia? Secondo un recente articolo uscito su The Economist, l’Ed Tech è profittevole, ma è anche per lo più inutile. Ed effettivamente i numeri potrebbero confermare questa teoria. [Leggi il post]
⭕️ Il problema non è se l’IA diventa più creativa. Ma se noi lo saremo sempre meno. Un po’ per pigrizia, o per spirito di emulazione, o per seguire logiche commerciali o anche solo per volontà di assecondare le logiche degli algoritmi che sui social media decidono cosa farci vedere e cosa no, negli ultimi trent’anni abbiamo lentamente accettato di omologare la nostra creatività. [Leggi il post]
⭕️ Meno S.T.E.M. e più H.U.M.A.N. Dal 2016 ad oggi le S.T.E.M. (Science, Technology, Engineering e Mathematics) sono passate dalla prima alla dodicesima posizione nelle competenze più ricercate, per lasciare spazio a competenze molto più umane come la capacità di organizzare il nostro tempo, l’empatia, la creatività, l’etica e il nostro quoziente di adattabilità. Per anni abbiamo pensato che il futuro sarebbe stato solo tecnico: coding, ingegneria, hard skills, performance misurabili. Poi il futuro è arrivato davvero. E sembra aver rimesso l’essere umano al centro. [Leggi il post]
Abbiamo aperto le iscrizioni alla classe di maggio di “Prompt, Chi Parla?”
Iscriviti alla classe di febbraio di “Prompt, Chi Parla?”, dal 2022 il primo e più completo corso in Italia su Intelligenza Artificiale Generativa (da ChatGPT agli Agenti). Le date delle lezioni live saranno 11, 13 e 15 maggio. Qui il programma completo.
Hai già letto il mio ultimo libro libro, “Super Mindset - 44 competenze 100% umane per diventare insostituibili nell’era dell’IA”?
Lo trovi su Amazon in versione eBook e cartaceo con la doppia coperta flessibile e rigida (bellissima!).
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Soft Saving
(n.) Approccio finanziario flessibile che privilegia la qualità della vita presente rispetto all’accumulo aggressivo per il futuro.
Emerso come trend TikTok nel 2023-2024, rappresenta l’antitesi del movimento FIRE (Financial Independence, Retire Early). Secondo il Prosperity Index di Intuit, il 73% della Gen Z preferisce una migliore qualità della vita oggi piuttosto che soldi in banca; il 66% dubita di avere mai abbastanza per la pensione. Un sondaggio Harvard 2025 rivela che oltre il 40% dei giovani americani 18-29 “a malapena ce la fa” economicamente. Il soft saving non significa non risparmiare, ma risparmiare ciò che si può, quando si può, senza sacrificare il presente: tenere il caffè mattutino ma rinunciare al delivery, conservare Netflix ma sospendere altri abbonamenti. Stephen Kates (Bankrate) spiega che Gen Z è cresciuta tra volatilità dei mercati, inflazione e pandemia—per loro la flessibilità è sopravvivenza. Il rischio: rinunciare al potere dell’interesse composto. Il paradosso: una generazione accusata di spendere troppo sta in realtà ridefinendo il rapporto tra denaro e benessere.
Fonti: CNBC, Intuit Prosperity Index, Bankrate, Harvard Survey 2025
⚪️ Girl Dinner
(n.) Pasto assemblato con snack casuali, formaggio, crackers, uva, sottaceti, consumato in solitaria senza pretese culinarie.
Il termine, coniato dalla TikToker Olivia Maher nel maggio 2023, ha accumulato oltre 24 milioni di visualizzazioni con l’hashtag #girldinner. Maher lo descrisse come «cibo da contadino medievale»: la frase diventò virale grazie a un jingle irresistibilmente orecchiabile. Il fenomeno esiste sotto altri nomi: “picky bits” in UK, “mezze” in Medio Oriente, “tagliere” in Italia. Celebra l’autonomia alimentare—mangiare ciò che si vuole, quando si vuole, senza l’obbligo di cucinare “veri pasti”. I critici, tuttavia, denunciano una deriva verso porzioni sempre più ridotte: il New York Post l’ha definita una normalizzazione di abitudini alimentari restrittive mascherate da trend innocuo. Lo studio PLOS One conferma che TikTok promuove messaggi weight-normative. Il paradosso: un movimento nato per liberare le donne dalla cucina rischia di imprigionarle in nuove aspettative sul corpo.
Fonti: TODAY, CNN, Delish, Purdue University Nutrition Science
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«Le buone abitudini determinano un buono stato d’animo»
- sui muri di Milano (su segnalazione di PAO)
Una frase che riporta immediatamente ad Aristotele e alla sua idea di virtù come hexis - una disposizione stabile dell’anima che non si conquista una volta sola, ma si costruisce giorno dopo giorno attraverso la ripetizione. Nell’Etica Nicomachea, Aristotele è esplicito: non diventiamo coraggiosi pensando al coraggio, ma compiendo atti coraggiosi. Non diventiamo giusti meditando sulla giustizia, ma agendo con giustizia. Le abitudini, per Aristotele, non sono una scorciatoia verso la virtù: sono la virtù stessa, incarnata nel corpo e nel gesto quotidiano. «Le buone abitudini determinano un buono stato d’animo» suona allora come un riassunto etico di tremila anni fa scritto su un muro di periferia.
Ma c’è qualcosa di ancora più sottile in questa frase, qualcosa che ci spinge verso Pierre Bourdieu e il suo celebre concetto di habitus - termine che non a caso deriva dal latino habere, avere, tenere, e che riprende proprio la hexis aristotelica. Per Bourdieu, l’habitus è il sistema di disposizioni durature che struttura il nostro modo di percepire, giudicare e agire nel mondo, senza che ne siamo sempre consapevoli. Non è solo ciò che facciamo: è ciò che siamo diventati facendo. La bellezza inquietante del pensiero di Bourdieu è questa: le nostre abitudini ci precedono. Ci formano prima ancora che possiamo sceglierle davvero. «Le buone abitudini determinano un buono stato d’animo» diventa allora anche un monito: perché se le buone abitudini ci elevano, quelle cattive ci colonizzano con la stessa silenziosa efficacia.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“La storia del mondo in dodici mappe” di Jerry Brotton
Nel corso della storia le carte geografiche hanno modellato la nostra visione del mondo e il posto che vi occupiamo. In questo libro, Jerry Brotton sostiene che le mappe del mondo sono inevitabilmente descrizioni parziali e soggettive, intimamente legate ai sistemi di potere e all’autorità di tempi e luoghi particolari.







