⭕️ Corrente #169
Tre competenze chiave per chiunque si affacci oggi al mondo del lavoro. La fatica di essere genitori in un mondo che cambia più in fretta di noi. Come creare Chart e Dashboard interattive con Claude.
Buongiorno!
Stiamo vivendo un’epoca professionale, e non solo, estremamente dinamica dove è difficile capire su quali competenze puntare per chi si affaccia oggi al mondo del lavoro, ma se dovessi sceglierne tre direi: IA, Intraprendenza e Internazionale.
IA non vuol dire lavorare necessariamente nel settore dell’intelligenza artificiale.
Vuol dire conoscerla abbastanza bene da capire come cambia il proprio lavoro, qualsiasi lavoro, e dove crea opportunità che prima non esistevano. Non serve diventare ingegneri. Serve capire cosa lo strumento può fare per noi, e cosa no.
Come si acquisisce? Formandosi e usandola. Ogni giorno. Sperimentando, sbagliando, combinando competenze e strumenti diversi. Con curiosità, creatività e senso critico.
Intraprendenza non vuol dire necessariamente fare l’imprenditore.
Vuol dire affrontare qualsiasi lavoro, anche da dipendente, con un approccio imprenditoriale. Trovare soluzioni invece di giustificazioni. Chiedersi ogni giorno se c’è un modo diverso e migliore di fare le cose. Prendersi la responsabilità del risultato, non solo del compito.
Come si acquisisce? Sviluppando fin da subito piccoli progetti, side project, esperimenti. Mettendosi in gioco in ruoli diversi. Confrontandosi ogni giorno con sfide nuove. Non aspettando il permesso per iniziare qualcosa.
Internazionale non vuol dire solo sapere l’inglese.
L’inglese è importante, è una base. Ma grazie ai traduttori automatici, la lingua di per sé sarà sempre più una commodity. Quello che non sarà mai una commodity è il pensiero internazionale: leggere fonti internazionali, sviluppare progetti su scala globale, conoscere culture diverse, capire che il mercato in cui operiamo non finisce ai confini del nostro Paese.
Come si acquisisce? Oggi non serve nemmeno viaggiare per iniziare: basta abbonarsi a una newsletter internazionale, seguire un podcast in un’altra lingua, seguire aziende estere. E appena possibile fare un’esperienza all’estero.
Queste tre competenze hanno qualcosa in comune. Nessuna si impara in aula. Tutte si costruiscono con la pratica. E tutte e tre riguardano meno il sapere e più il modo di pensare.
‣ Fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento qui.
Buona lettura!
PS: Secondo te, la fotografia che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io o l’ha fatta l’IA? Quella della newsletter passata l’aveva fatta l’IA (il 73% ha votato IA, il 23% IO… evidentemente si vedeva che era fatta con l’IA).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi iscriverti al mio corso "Prompt, Chi Parla?"
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ È uscito “AI una h da prestarci? 10 tipici errori dell’AI e come evitarli” il video dell’intervento che io e Federico Favot abbiamo tenuto al FOCUS Live.
⭕️ Per MYIA, i corsi sull’IA che faccio con Mondadori, ho registrato un corso su come usare l’IA per sviluppare newsletter, insieme a uno dei massimi esperti del tema, Antonio Bellu. Puoi iscriverti con uno sconto esclusivo usando il codice NL30. [Iscriviti al corso]
⭕️ Tre competenze chiave per chiunque si affacci oggi al mondo del lavoro: IA, Intraprendenza, Internazionale. [Leggi il post]
⭕️ La fatica di essere genitori in un mondo che cambia più in fretta di noi. [Leggi il post]
⭕️ Come creare Chart e Dashboard interattive con Claude. Con Claude possiamo creare chart e dashboard interattive in pochi minuti con una qualità incredibile. [Leggi il post]
⭕️ Il Just-In-Time Learning è il futuro della formazione? Forse sì. Si chiama Just-In-Time Learning e per molti aspetti è l’opposto di come ci hanno insegnato a imparare. [Leggi il post]
⭕️ È uscito Midjourney versione 8 e finalmente fa i testi corretti nelle immagini. [Leggi il post]
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/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Resenteeism
(n.) Condizione di chi rimane nel proprio posto di lavoro pur provando risentimento, frustrazione o aperta ostilità verso l’azienda, i colleghi o le mansioni svolte.
A differenza del “Quiet Quitting”, fare il minimo indispensabile senza straordinari né slanci, il Resenteeism descrive chi resta fisicamente presente ma emotivamente avvelenato, spesso impossibilitato a lasciare per ragioni economiche o per mancanza di alternative. Il termine si affianca ad altri neologismi del lessico lavorativo post-pandemico: il “Loud Quitting” (lasciare rumorosamente, sfogandosi pubblicamente), il “Rage Applying” (inviare curriculum compulsivamente per rabbia), il “Naked Quitting” (licenziarsi senza un piano B). Secondo Gallup, il disengagement dei lavoratori costa 8,9 trilioni di dollari in PIL globale. Ma il Resenteeism ha un costo invisibile aggiuntivo: chi lo pratica diffonde malcontento, sabota, consapevolmente o meno, progetti e relazioni, trasformando l’ufficio in un teatro di ostilità passivo-aggressiva. Un fenomeno che racconta di un mercato del lavoro dove restare è spesso più doloroso di andarsene, ma andarsene è un lusso che in pochi possono permettersi.
Fonti: Gallup 2024; Journal of Advanced Nursing 2024; Raconteur
⚪️ Dalifornication
(n.) Neologismo che unisce “Dali” (città della Cina sud-occidentale) e “California”, usato per descrivere la crescente attrazione dei giovani cinesi per la città di Dali, vista come una sorta di California alternativa: rilassata, accessibile e piena di backpacker.
Il fenomeno riflette un desiderio sempre più diffuso di evasione low-cost da parte dei giovani con redditi bassi, che scelgono di abbandonare le grandi metropoli e i loro ritmi frenetici per rifugiarsi in luoghi alternativi come Dali. Qui possono sperimentare uno stile di vita più rilassato, creativo e sostenibile, lontano dalle pressioni del lavoro competitivo, degli affitti alle stelle e delle ambizioni sociali imposte. È una fuga simbolica e concreta dalla città, che incarna un più ampio rifiuto del modello urbano tradizionale in favore di comunità più libere, accessibili e inclusive.
Fonti: The Economist
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«Siamo tutti tristi.»
- sui muri di Milano (segnalato da Fabio)
C’è qualcosa di disarmante in questa frase, scritta così, senza appello. Non “sono triste”, ma “siamo”: come se la malinconia fosse diventata una condizione condivisa, quasi un clima.
Viene in mente Heidegger quando parla della Befindlichkeit, la tonalità emotiva in cui siamo sempre già immersi. Non scegliamo semplicemente come sentirci: ci troviamo dentro un umore che apre il mondo in un certo modo. La tristezza, allora, non è solo un fatto privato, ma un modo in cui il mondo stesso ci appare - più chiuso, più pesante, meno abitabile.
E poi Kierkegaard, che nella Malattia mortale descrive la disperazione come una condizione universale: non un’eccezione, ma qualcosa che riguarda ogni uomo, anche quando non se ne accorge. Non è tanto l’essere tristi il problema, quanto il non voler riconoscere fino in fondo cosa quella tristezza dice di noi.
Ma forse la frase sul muro non è solo una constatazione. Potrebbe essere anche, paradossalmente, un inizio. Perché Spinoza ricordava che la tristezza è una diminuzione della nostra potenza di agire, mentre la gioia è il suo aumento. E riconoscere di essere tristi - insieme - è già un primo passo per trasformare quella condizione.
Forse non siamo “tutti tristi”. Forse siamo tutti consapevoli, a tratti, di esserlo. E questa consapevolezza, più che chiuderci, potrebbe diventare il punto da cui ripartire.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“Conversazioni sull’America” di Mario Del Pero e Riccardo Alcaro
Una docuserie in podcast su fatti di cronaca politica americana attuali per cercarne paralleli storici, mettendo in luce le continuità col passato ma anche le differenze dell’oggi.








