⭕️ Corrente #174
Una nuova newsletter per avere idee chiare in tempi confusi. Perché l’Italia potrebbe beneficiare più di altri Paesi dell’IA. La domanda migliore che possiamo fare all’IA. Il lavoro del futuro.
Buongiorno!
Tra qualche settimana lanceremo la nuova versione della app di Youpiter, con 500 micro-corsi interattivi (noi li chiamiamo YOUPY) che fondono discipline diverse in nuovi modelli mentali pensati per vivere e lavorare in un mondo in continuo cambiamento.
Questa settimana invece abbiamo lanciato la newsletter gratuita di Youpiter: ogni giovedì mattina storie, teorie ed esercizi per aiutarti ad avere idee chiare in tempi confusi. La trovi qui:
La newsletter di ieri è “Esci dalla giungla. La guerra è finita” ovvero cosa può insegnarci un soldato giapponese che ha combattuto per 29 anni una guerra già finita, sulle battaglie che stiamo ancora combattendo nella nostra vita senza motivo.
Buona lettura!
PS: Secondo te, la fotografia che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io o l’ha fatta l’IA? Quella della newsletter passata l’avevo fatta IO (il 53% ha votato IA, il 47% IO).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi vedere i miei corsi su Intelligenza Artificiale Generativa.
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
In Prompt Design abbiamo lanciato “Claude Per Tutti” un corso on demand 100% dedicato all’IA ad oggi più potente, etica e agentica: Claude.
Claude è l’IA che uso di più ed è fantastica. Per farti capire il potenziale, qui trovi una lista di cose che ho generato con Claude in un mese. (Costo totale: 15 €).
Puoi usare il codice CLAUDENOW per avere il 20% di sconto.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ Quando il micro, può diventare macro, perché l’Italia potrebbe beneficiare più di altri Paesi dell’IA. L’Italia è una Repubblica fondata sulle micro-imprese. Il 95% delle imprese italiane ha meno di 9 dipendenti: circa 4 milioni di aziende che danno lavoro a più di 12 milioni di persone (Fonte: Il Punto Newsletter). È il tessuto connettivo della nostra economia. Tuttavia, la produttività delle micro-imprese è in calo costante. Data 100 la produttività delle grandi imprese, quella delle micro-imprese si ferma tra il 30 e il 50. Meno della metà. Meno risorse, meno strumenti, meno specializzazione, meno capacità di investimento. Un divario che per decenni è sembrato strutturale e incolmabile. L’IA però potrebbe ribaltare tutto. [Leggi il post]
⭕️ La domanda migliore che possiamo fare all’IA: “Se hai domande, chiedi.” [Leggi il post]
⭕️ Il lavoro del futuro: fare l’insegnante per l’IA. Si parla tanto - a ragione - dei vantaggi e dei rischi di usare l’IA come insegnante. Tutor virtuali che sostituiscono o potenziano docenti umani. Gemini che spiega la fisica quantistica. ChatGPT che corregge i compiti. Si parla molto meno, se non per nulla, del percorso inverso: umani che insegnano competenze all’IA. Eppure questo sarà uno dei lavori più richiesti nei prossimi anni. [Leggi il post]
⭕️ I 4 GAP che ci impediscono di usare al meglio l’IA. Spoiler: nessuno di questi è economico. [Leggi il post]
⭕️ Mondadori Academy ha rilasciato uno sconto del 30% su tutti i corsi che - come Prompt Design - abbiamo fatto insieme a FOCUS. Ti basta usare il codice “PD30”. Li trovi tutti qui.
Una nuova tecnologia richiede una nuova mentalità.
Nel mio ultimo libro, scritto insieme a Federico Favot “Super Mindset” condivido 44 competenze 100% umane per diventare insostituibili nell’era dell’IA
Lo trovi su Amazon in versione eBook e cartaceo con la doppia coperta flessibile e rigida (bellissima!).
🇮🇹 Qui la versione in italiano.
🇬🇧 Qui la versione in inglese.
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Quiet vacationing
(n.) Tendenza a prendersi giorni di vacanza senza dichiararli ufficialmente, mantenendo una presenza “di facciata” (call, email, status online).
Il fenomeno viene descritto come evoluzione di workcation e “hush trips’: si lavora formalmente, ma si è altrove, spesso per bisogno di recupero psicofisico. Le cause tirate in ballo sono strutturali: poche tutele sulle ferie in alcuni Paesi, pressioni di performance, timore di essere penalizzati o sostituiti. Il Quiet vacationing è anche figlio della tecnologia: basta una connessione per simulare reperibilità, e le piattaforme rendono visibile l’assenza. Culturalmente è un paradosso: la flessibilità digitale, nata per liberare tempo, diventa il mezzo per nascondere il bisogno di staccare. Quando diventa frequente, suggerisce che l’organizzazione non riesce a trasformare il riposo in norma, e lo costringe a diventare sotterfugio.
Fonti: Axios e Euronews
⚪️ Bare Minimum Mondays
(n.) Micro-pratica in cui il lunedì si svolge solo il minimo indispensabile, rimandando il resto per ridurre ansia e burnout da “inizio settimana”.
Nato come trend social, il concetto funziona perché dà nome a un sentimento collettivo: i Sunday scaries e l’avvio traumatico del ritmo lavorativo. La promessa è semplice: il lunedì non deve essere la giornata più dura; può essere una giornata di “accensione lenta”. Alcuni lo applicano riducendo meeting, dedicandosi a compiti a bassa intensità cognitiva e preparando il resto della settimana. La critica più frequente è che possa legittimare disimpegno; la difesa è che protegge continuità e salute mentale, evitando crash più gravi. Culturalmente è un segnale di rinegoziazione: il tempo non è solo risorsa aziendale, ma spazio umano da modulare. Le valutazioni sul suo impatto effettivo sulla produttività restano però eterogenee e dipendenti dal contesto.
Fonti: Cleveland Clinic e Business Insider
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«C’è un filo logico e la gente inciampa»
- sui muri di Padova, su segnalazione di Cinzia
Di fronte a questo muro viene subito in mente Michel Foucault, che diffidava sempre delle logiche troppo lineari. Ogni epoca costruisce i propri “fili logici”, i propri sistemi di verità, e chi non li segue viene considerato confuso, deviante, irrazionale. Ma la frase sul muro ribalta tutto: forse la gente inciampa proprio perché quel filo attraversa la strada come un ostacolo invisibile.
Anche Theodor Adorno avrebbe probabilmente apprezzato questa immagine. Nella società contemporanea la razionalità tecnica organizza tutto - lavoro, tempo, relazioni, linguaggio - ma produce individui sempre più disorientati. La logica c’è, eccome. È il sistema. Solo che non è fatto per essere abitato serenamente: è fatto per funzionare. E allora l’uomo moderno inciampa dentro meccanismi perfettamente razionali che però hanno perso ogni misura umana.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“Le 5 equazioni che hanno cambiato il mondo” di Michael Guillen
Un saggio con venature da romanzo che racconta la vita, le vittorie, le sconfitte e le battaglie umane e scientifiche di cinque grandi scienziati del passato: Isaac Newton, Daniel Bernoulli, Michael Faraday, Rudolf Clausius e Albert Einstein.








