⭕️ Corrente #175
Se non usi queste 5 funzioni di Claude, non stai usando Claude. Come pensare come uno sviluppatore. La soluzione non è sorvegliare di più i nostri studenti, ma cambiare il modo in cui li valutiamo.
Buongiorno!
Dal 1893, Princeton aveva un patto d’onore: nessun sorvegliante in aula durante gli esami. Gli studenti si impegnavano a non barare e a non assistere chi lo facesse. Un patto di fiducia rinnovato tacitamente per oltre un secolo.
Eppure dal 1 luglio 2026, questo patto non varrà più.
Il motivo è ovviamente l’IA. Con questa tecnologia infatti barare è diventato talmente facile che Princeton è corsa ai ripari nel modo più tradizionale possibile: sorveglianza obbligatoria per tutti come deterrente per non copiare.
Scelta comprensibile ma - a mio avviso - piuttosto anacronistica.
Al posto di obbligare gli studenti a non copiare in verifiche che ChatGPT è in grado di fare in pochi secondi, dovremmo stimolarli con progetti e compiti che una macchina non è in grado di fare.
Progetti che valorizzano il processo più che il risultato. La domanda più che la risposta. Il perché più che il come. E il pensiero divergente più che quello comprensibile.
Buona lettura!
PS: Secondo te, la fotografia che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io o l’ha fatta l’IA? Quella della newsletter passata l’aveva fatta l’IA (il 63% ha votato IA, il 37% IO).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
Qui puoi vedere i miei corsi su Intelligenza Artificiale Generativa.
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
In Prompt Design abbiamo lanciato “Claude Per Tutti” un corso on demand 100% dedicato all’IA ad oggi più potente, etica e agentica: Claude.
Claude è l’IA che uso di più ed è fantastica. Per farti capire il potenziale, qui trovi una lista di cose che ho generato con Claude in un mese. (Costo totale: 15 €).
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/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕️ Se non usi queste 5 funzioni di Claude, non stai usando Claude. Se usi Claude come nel 2020 usavi Google - una domanda, una risposta - non stai usando Claude. Se lo usi solo per chattare come nel 2022 si chattava con ChatGPT - un prompt, un output - non stai usando Claude. Se lo usi per organizzare Projects come nel 2024 si costruivano i GPTs - un contenitore con del contesto - non stai usando Claude. Stai usando il 20% di uno strumento che potrebbe cambiare il modo in cui lavori al 100%. Per usare Claude al meglio, bisogna andare oltre la chat. Queste per esempio sono 5 funzioni che cambiano tutto (tutte incluse nell’abbonamento). [Leggi il post]
⭕️ Come pensare come uno sviluppatore per lavorare meglio con l’IA. Per lavorare bene con l’IA non serve, necessariamente, saper programmare, ma è molto utile saper pensare come un programmatore. Ovvero organizzare il lavoro come se fosse codice: modulare, tracciabile, riutilizzabile, e con una sola fonte per ogni processo. [Leggi il post]
⭕️ Le skill del futuro: Prompt Design e Senso Critico. Secondo il Job Skills Report 2026 di Coursera, le skill più in crescita sono Multimodal Prompts, Critical Thinking e Prompt Engineering. [Leggi il post]
Una nuova tecnologia richiede una nuova mentalità.
Nel mio ultimo libro, scritto insieme a Federico Favot “Super Mindset” condivido 44 competenze 100% umane per diventare insostituibili nell’era dell’IA. Lo trovi su Amazon in versione eBook e cartaceo con la doppia coperta flessibile e rigida (bellissima!).
🇮🇹 Qui la versione in italiano. 🇬🇧 Qui la versione in inglese.
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Overemployment
(n.) Pratica, diffusa soprattutto nel lavoro remoto, di mantenere più impieghi full-time contemporaneamente, spesso in modo non dichiarato.
L’Overemployment cresce con il lavoro a distanza, quando la prestazione diventa più difficile da osservare e più facile da frammentare. Per alcuni è una strategia di sicurezza economica e accelerazione del reddito; per altri è un rischio etico e contrattuale, oltre che una fonte di stress. Secondo alcune letture, il fenomeno rivelerebbe margini di inattività strutturale in molte posizioni d’ufficio; secondo altre, dipende più da opportunismo individuale o da scarsa supervisione organizzativa, e non si presta a generalizzazioni. Dal punto di vista organizzativo, è comunque una risposta - per quanto estrema - a stagnazione salariale e incertezza: se il sistema non protegge, ci si auto-assicura. Culturalmente, l’Overemployment è figlio dell’era digitale: identità lavorative multiple, calendar che collidono, e un nuovo tipo di doppia vita professionale.
Fonti: Fast Company - Ogletree Deakins
⚪️ Revenge quitting
(n.) Dimissioni improvvise e “dimostrative” come atto di protesta contro condizioni percepite come tossiche o ingiuste.
Il Revenge quitting è la teatralizzazione del licenziamento: non si lascia in silenzio, si lascia per segnare una linea. In una cultura dove il lavoro è spesso anche performance pubblica, la dimissione può diventare contenuto, confessione o denuncia. Le analisi lo collegano a frustrazione accumulata, stagnazione di crescita e senso di invisibilità, soprattutto quando le organizzazioni promettono “cultura” ma praticano disallineamento. Per l’HR è un rischio reputazionale e operativo: la perdita non è solo una persona, ma l’effetto domino sul morale e sull’immagine. Culturalmente, è una risposta all’asimmetria di potere: se l’azienda comunica con metriche e policy, il lavoratore comunica con un gesto radicale. Come ogni gesto radicale, porta con sé ambivalenza: liberazione per alcuni, danno collaterale per altri.
Fonti: RTÉ Brainstorm - Fortune
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«Ama tu io mangio»
- sui muri di Milano
Una frase che sembra quasi una battuta scritta in fretta, ma che dentro porta una delle tensioni più antiche della filosofia: il conflitto tra eros e bisogno. “Ama tu io mangio” divide il mondo in due gesti essenziali - chi cerca il sentimento e chi pensa alla sopravvivenza - come se l’essere umano oscillasse continuamente tra il desiderio di essere amato e la necessità molto più concreta di riempire il vuoto.
Viene subito in mente Ludwig Feuerbach quando scriveva che “l’uomo è ciò che mangia”. Non era soltanto una provocazione materialista: Feuerbach voleva ricordarci che anche le idee più alte, perfino l’amore, non possono separarsi del tutto dalla nostra dimensione corporea. Prima di ogni spiritualità c’è il corpo, prima di ogni poesia c’è la fame. In questa frase il romanticismo quasi si arrende alla biologia: tu insegui l’assoluto, io intanto penso a restare vivo.
Ma forse c’è anche qualcosa di profondamente epicureo. Epicuro distingueva i desideri naturali e necessari da quelli inutili e infiniti. Mangiare appartiene ai primi; l’amore, spesso, ai secondi. E allora “Ama tu io mangio” potrebbe essere letto come il sarcasmo di chi ha smesso di credere alle grandi passioni e preferisce la concretezza di un bisogno semplice, immediato, terreno. Quasi un promemoria contemporaneo: in un’epoca che romanticizza tutto, persino sopravvivere può diventare un atto filosofico.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“ATOMIKA” di Lorenzo Baravalle e Matteo Curti
La storia della bomba atomica comincia a Roma, in via Panisperna. Continua tra i boulevard di Parigi invasi dai nazisti prima, e sugli altopiani del New Mexico poi. Si manifesta nei cieli del Giappone e arriva in fine in una palude a nord di Mosca.








