⭕️ Corrente #181
I veri boomer dell’IA non sono i Boomer. Meno fallimenti e più Fuck Up. Nuovi videogiochi da Leonecode. Se bastano dei baffi finti per aggirare una legge forse una legge non è abbastanza.
Buongiorno!
Da molti anni giro le aziende per insegnare e introdurre l’IA. Se da una parte conosco molti cinquantenni e sessantenni che usano questa tecnologia con consapevolezza ed entusiasmo, dall’altra incontro ventenni e trentenni che la usano poco, male e con forte scetticismo.
Lasciando così spazio a un atteggiamento molto pericoloso. Perché il vero problema dell’IA sul lavoro non sono i licenziamenti ma le mancate assunzioni.
Qualsiasi manager o imprenditore prima di assumere una nuova risorsa, si domanda - e si domanderà sempre di più - se il lavoro che questa persona farà in azienda non possa essere fatto da un’IA.
Non a caso, secondo molte ricerche, i ruoli più impattati da questa tecnologia sono proprio i lavori entry-level. Quelli con cui la Gen Z dovrebbe entrare nel mercato: assistenti, stagisti, junior...
Se la Gen Z non adotta subito l’IA, integrandola nel proprio lavoro per essere più competitiva e costruirsi competenze che una macchina non può avere (prima fra tutte l’intraprendenza), rischia di diventare obsoleta ancora prima di entrare nel mercato.
Oltre a rimanere schiacciata tra le generazioni che l’hanno preceduta: Boomers, Gen X e Millennial che non solo usano l'IA ma ricoprono ruoli meno facilmente sostituibili, e la generazione che verrà dopo di loro: la Gen Alpha che, essendo “nativa AI”, sta già crescendo con le competenze tecniche e caratteriali per far fronte a questa rivoluzione tecnologica.
▸ Fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento su Linkedin
A proposito di nuove generazioni, mio figlio più grande, 11 anni - Gen Alpha, ha aggiornato il suo sito con gli ultimi videogiochi che ha programmato. Sul sito trovi anche il suo corso di Scratch per bambini e bambine delle elementari.
Buona lettura!
PS: Secondo te, la fotografia che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io o l’ha fatta l’IA? Quella della newsletter passata l’aveva fatta l’IA (il 57% ha votato IA, il 43% IO ).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
‣ Su Prompt Design trovi tutti i corsi e le offerte per portare l’IA in azienda.
‣ “Claude per Tutti” è il corso per imparare a usare la mia IA preferita: Claude.
‣ “Scriver-AI” è il corso per imparare a scrivere bene con e senza l’IA.
‣ “Super Mindset” è il mio ultimo libro su come usare l’IA con la giusta mentalità.
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
⭕ I veri boomer dell’IA non sono i Boomer. Breve appello alla Gen Z, l’unica generazione cui l’IA potrebbe rubare il lavoro. [Leggi il post]
⭕ Meno fallimenti e più Fuck Up: 5 cose di cui liberarsi per fallire meno e meglio. La parola “fallimento” non mi è mai piaciuta. Anche solo da un punto di vista etimologico. [Leggi il post]
⭕ Midjourney e l’importanza di usare l’IA per costruire qualcosa che prima sembrava impossibile anche solo da immaginare. [Leggi il post]
⭕ Se bastano dei baffi finti per aggirare una legge forse una legge non è abbastanza. Dopo l’Australia anche il Regno Unito ha vietato l’utilizzo dei Social Media ai minori di 16 anni con l’obiettivo di andare “oltre qualsiasi altro Paese al mondo” nel proteggere i ragazzi dai rischi online. È una scelta condivisibile ma che, almeno per ora, non ha gli effetti desiderati. [Leggi il post]
Claude è l’IA che uso di più ed è fantastica. Per farti capire il potenziale, qui trovi una lista di cose che ho generato con Claude in un mese. (Costo totale: 15 €). Se invece la vuoi usare al meglio, su “Claude Per Tutti” trovi 54 lezioni per passare da zero a esperto con Claude.
Puoi usare il codice CLAUDENOW per avere il 20% di sconto.
/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Brat Summer
(n.) Trend culturale e visuale ispirato all’album Brat (2024) di Charli XCX, associato a una postura “messy”, edonista e autoironica in contrasto con i canoni estetici “clean” dominanti nei social.
L’album Brat di Charli XCX, pubblicato nel giugno 2024 con una copertina volutamente minimale e il verde lime come colore simbolo, ha innescato un fenomeno culturale che ha travalicato la musica pop. L’estetica brat - caotica, edonista, disinteressata alla pulizia visiva delle “clean girl” di TikTok - ha offerto un’alternativa che molte persone hanno adottato come forma di resistenza alle aspettative di curatela incessante. L’album ha trovato resonanza anche in contesti politici e comunicativi più ampi, diventando un riferimento culturale condiviso. Il fenomeno Brat Summer evidenzia come l’identità culturale contemporanea si formi sempre più attraverso la musica pop e l’estetica dei social, con album che diventano manifesti generazionali.
Fonti: Glamour
⚪️ Tradwife
(n.) Tendenza culturale e identità social-mediatica in cui donne - spesso giovani - si identificano pubblicamente con il ruolo tradizionale di moglie e madre casalinga, presentandolo come scelta empowering in opposizione alla cultura del lavoro.
Il termine “tradwife” (da “traditional wife’) circola online dal 2018 ma ha raggiunto visibilità di massa tra il 2023 e il 2024, trainato da account come quello di Hannah Neeleman (@ballerinafarm), con milioni di follower su Instagram. Il fenomeno si situa all’intersezione tra stanchezza da hustle culture, valori religiosi conservatori, nostalgia estetica e tensioni politiche sul ruolo delle donne nella società. La letteratura accademica mostra motivazioni eterogenee: in alcuni casi si tratta di scelta autentica, in altri di contenuto monetizzato, in altri ancora di adesione a ideologie conservatrici. Alcune ricercatrici hanno analizzato come questi contenuti possano esprimere una frustrazione reale per la disuguaglianza di genere, canalizzandola però in direzioni regressive in determinate interpretazioni. Contemporaneamente, emerge una controrivoluzione di “ex-tradwives” che denunciano pubblicamente le illusioni del modello. Il fenomeno interroga il confine tra scelta libera e condizionamento nell’era digitale.
Fonti: SAGE Journals - Global News
In Prompt Design abbiamo lanciato “Scriver-AI”, un corso on-demand (puoi guardarlo quando vuoi) con 46 lezioni (per un totale di 14 ore, 19 minuti e 21 secondi - se ChatGPT ha fatto bene i conti…), che ti insegna prima a scrivere bene, poi a scrivere ancora meglio con l’AI.
Trovi tutte le informazioni qui: scriverai.promptdesign.it
Per un periodo limitato il corso è in promo al 20% con il codice “SCRIVERAI20”.
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«We’re strangers again but this time with memories»
- sui muri di Milano
Una frase che ha dentro la nostalgia di quando si torna tornati estranei senza più essere innocenti. Perché l’estraneità, quando arriva dopo l’intimità, non è mai davvero una distanza pura. È una distanza abitata. Ci si guarda come sconosciuti, ma con l’archivio segreto di chi sa ancora quale caffè prendeva l’altro, dove gli faceva male la vita, quale parola lo faceva sorridere.
Ed ecco allora che viene da pensare a Paul Ricoeur e alla sua idea di identità narrativa. Non siamo semplicemente ciò che siamo, ma anche il racconto che abbiamo costruito con gli altri. Quando una relazione finisce, non scompare: cambia status. Da presenza diventa racconto, da abitudine diventa memoria, da “noi” diventa una storia che ciascuno porta via in una versione diversa. E forse è proprio questo il dolore: non perdere soltanto una persona, ma perdere il testimone di una parte di noi.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“My Generation” di NBC News Studios.
Sempre rimanendo in tema generazionale, ti consiglio la docu-serie “My Generation”. In ogni episodio la narrazione di una generazione diversa: Baby Boomers, Gen X, Millenials, e Gen Z. La trovi su NowTV.







