⭕️ Corrente #183
Ci rivediamo a settembre! Come scomporre il proprio lavoro e automatizzare le attività standardizzzabili.
Buongiorno!
Ultima newsletter prima dell’estate. Spoiler: la fotografia di copertina l’ho fatta io. E rappresenta bene il mio bisogno di prendermi una vacanza.
Uno degli obiettivi di questa pausa estiva sarà capire, tra le attività che sto portando avanti, su quali abbia senso investire.
Sicuramente farò un po’ di riflessioni anche sulla mia comunicazione personale, inclusa questa newsletter.
Se ti va, puoi compilare questi tre questionari per aiutarmi a scegliere su cosa focalizzarmi.
Grazie (e buona estate)!
PS: Come ti scrivevo, la fotografia che ho messo all’inizio di questa Corrente, l’ho scattata io, quella della newsletter passata invece l’aveva fatta l’IA (il 47% ha votato IA, il 53% IO).
Sono Jacopo Perfetti, mi occupo di robot in grado di scrivere e scrivo cose che i robot non sanno (ancora) scrivere.
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‣ “Claude per Tutti” è il corso per imparare a usare la mia IA preferita: Claude.
‣ “Scriver-AI” è il corso per imparare a scrivere bene con e senza l’IA.
‣ “Super Mindset” è il mio ultimo libro su come usare l’IA con la giusta mentalità.
Le immagini di questa newsletter, così come i testi della sezione “Presente” e “Passato” sono generati con l’IA. I post della sezione “Futuro” invece li ho scritti io.
/ Futuro: Intelligenza Artificiale Generativa
Oltre a decidere su quali attività investire, oggi possiamo anche valutare quali attività automatizzare con l’IA e cosa continuare a fare noi.
Nel mio ultimo libro “Super Mindset”, parliamo del concetto di “Knolling” inteso come la capacità di scomporre un lavoro o un processo in singoli task, organizzandoli in modo chiaro e ordinato per identificare quali attività possono essere automatizzate e quali richiedono l’intervento umano.
Dal mio punto di vista, la vera domanda da farsi non è se il nostro lavoro potrà un domani essere fatto da un’IA ma quali parti del nostro lavoro possano oggi essere delegate a una macchina, così da lavorare meno e meglio.
Questa è la vera opportunità che abbiamo oggi: avere a disposizione una tecnologia sempre più evoluta e sempre più accessibile, in grado di aumentare la nostra produttività e migliorare il nostro stile di vita facendo, al posto nostro, i compiti più standardizzati e ripetitivi.
Per cogliere questa opportunità nel libro proponiamo una scaletta che potremmo sintetizzare in tre passaggi:
Scomposizione: scomponiamo il nostro lavoro in singole attività.
Divisione: dividiamo le attività in due categorie: “Attività automatizzabili” generalmente quelle più standardizzabili e razionali, e “Attività non automatizzabili” generalmente quelle con più complessità e più interazioni umane.
Automazione: troviamo una tecnologia per automatizzare le attività che abbiamo inserito nella prima categoria.
Per esempio il task “Rispondere alla email” da quali attività è composto?
Aprire l’email, leggerla, scrivere una bozza, rileggerla, se serve, tradurla, e infine inviarla. Più saremo dettagliati e più avremo la possibilità di delegare a una macchina il compito giusto.
Alla fine di questo processo, avremo una mappa dettagliata del nostro lavoro. Sarà come aver scomposto un orologio nelle sue parti più piccole. Ci permetterà di vedere chiaramente ogni ingranaggio che compone la nostra professione.
Una volta che abbiamo davanti a noi tutti i “pezzi” del nostro lavoro, è il momento di dividerli in due categorie. Per farlo immaginiamo di avere due scatole: una con l’etichetta “Automatizzabile” e l’altra con l’etichetta “Non Automatizzabile”.
Nella prima scatola, quella con l’etichetta “Automatizzabile” potremmo mettere task come: compiti ripetitivi e basati su regole fisse; analisi di grandi quantità di dati; attività che richiedono calcoli complessi ma precisi; compiti che seguono sempre lo stesso flusso logico.
Nella seconda scatola invece, quella con l’etichetta “Non Automatizzabile” andranno attività che richiedono empatia e comprensione emotiva; compiti che necessitano di creatività e pensiero laterale; decisioni etiche o morali complesse; interazioni umane significative e personalizzate.
Claude è l’IA che uso di più ed è fantastica. Per farti capire il potenziale, qui trovi una lista di cose che ho generato con Claude in un mese. (Costo totale: 15 €). Se invece la vuoi usare al meglio, su “Claude Per Tutti” trovi 54 lezioni per passare da zero a esperto con Claude.
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/ Presente: Fenomeni dell’epoca corrente
⚪️ Rizz
(n.) Termine gergale Gen Z - contrazione di “charisma” - che indica una forma di magnetismo naturale e capacità seduttiva non acquisita ma innata, particolarmente riferita all’abilità di attrarre romanticamente o socialmente senza sforzo apparente.
Eletto Parola dell’Anno 2023 dall’Oxford University Press, “rizz” è stato popolarizzato dal creator e streamer Kai Cenat su Twitch e TikTok prima di diventare mainstream. Il termine si distingue per la sua sfumatura specifica: non è semplicemente essere affascinante, ma irradiare un’attrazione quasi involontaria - si “ha” il rizz o non lo si ha. Nel febbraio 2024, l’attrice Zendaya ha dichiarato in un’intervista virale con BuzzFeed che il suo compagno Tom Holland ha “un sacco di rizz”, triplicando le menzioni del termine sui social in 24 ore. Il fenomeno rivela come la Gen Z stia costruendo un vocabolario della seduzione e della socialità radicalmente diverso da quello delle generazioni precedenti, valorizzando autenticità e naturalezza rispetto a tecniche acquisite.
Fonti: Oxford University Press - Meltwater
⚪️ Roman Empire Trend
(n.) Fenomeno virale del 2023 in cui le donne chiedevano ai compagni maschi con quale frequenza pensassero all’Impero Romano, rivelando una sorprendente ricorrenza di quel tema nelle menti maschili e aprendo un dibattito sulla psicologia dell’identità di genere.
Iniziato con un video della creator svedese Ariel Halvorsen che incoraggiava le donne a fare la domanda ai propri partner, il trend dell’Impero Romano ha accumulato oltre 3 miliardi di visualizzazioni su TikTok nel 2023. La rivelazione - spesso genuina - che molti uomini pensano frequentemente alla grandezza romana ha scatenato un dibattito culturale su conquista, mascolinità e identità maschile. Il trend ha poi evoluto in un concetto più ampio: il proprio “Roman Empire” è diventato metafora per qualsiasi argomento che occupa ossessivamente la mente. Alcuni antropologi e psicologi vi hanno letto, come ipotesi interpretativa, segnali di una nostalgia maschile per narrazioni di potere in un’epoca di rinegoziazione dei ruoli di genere - una lettura suggestiva ma non univoca.
/ Passato: Muri Filosofici e Consigli Storici
«Sticazzi poi dei soldi. A quelli ci pensiamo quando siamo grandi.»
- sui muri di Milano
Una frase che sembra avere l'incoscienza tipica dell'adolescenza, ma che in realtà nasconde qualcosa di più profondo. Ernst Bloch sosteneva che l'essere umano vive sempre orientato verso il non ancora, verso ciò che deve ancora diventare. In quest’ottica, rimandare i soldi a "quando siamo grandi" non è soltanto irresponsabilità ma più il tentativo di difendere un tempo della vita in cui il valore delle esperienze viene prima di quello del denaro.
Crescere, allora, significa anche il momento in cui il futuro smette di essere promessa e diventa bilancio. Forse questa scritta ci ricorda che diventare adulti non dovrebbe significare smettere di sognare, ma imparare a non lasciare che siano i conti a decidere il senso della nostra esistenza.
Qualcosa di storico che ho letto, visto o ascoltato e che ti consiglio.
“250 anni di democrazia americana” di Mario Del Pero e Riccardo Alcaro
In questa quattordicesima puntata, gli autori del podcast guardano al documento di cui si celebra l’anniversario, la Dichiarazione di Indipendenza, per poi concentrarsi sui passaggi che più di ogni altro hanno contribuito a dare attuazione ai
principi contenuti in quella Carta.







Ciao Jacopo, forse mi è sfuggito ma non sento mai nessuno parlare di "block chain" in Italia. Eppure mi sembra una tecnologia molto interessante.
Grazie
Monica